Fiori di pronta guarigione: cosa scegliere
Mandare fiori a chi non sta bene è un gesto semplice che alleggerisce una giornata difficile. Bastano un paio di accortezze perché sia davvero d’aiuto e non un pensiero in più per chi lo riceve.
Cosa scegliere
- Colori chiari e allegri: giallo, arancio, verde, bianco. Luce, non solennità.
- Gerbere, tulipani, alstroemerie: resistenti, durano a lungo anche in una stanza calda.
- Composizioni già in vaso: chi è a letto o assiste un malato non ha voglia di cercare un contenitore e cambiare l’acqua.
- Piante piccole: se la degenza sarà lunga, una pianta accompagna meglio di un mazzo.
Cosa evitare
Profumi molto intensi (gigli, alcune varietà di narcisi): in una stanza chiusa possono dare fastidio o interferire con la nausea. Attenzione anche ai fiori con molto polline e, ovviamente, alle allergie: se non le conosci, meglio andare sul sicuro con specie poco profumate. Evita infine i mazzi enormi: lo spazio sui comodini è poco.
In ospedale: prima chiedi
Diversi reparti — terapie intensive, oncologia, maternità, alcune chirurgie — non ammettono fiori per motivi igienici. Una telefonata al reparto o un messaggio ai famigliari evita che il regalo resti in portineria. Se non è possibile portarli in corsia, l’alternativa migliore è farli trovare a casa il giorno del rientro: un bel modo per dire “bentornato”.
Cosa scrivere sul biglietto
Leggerezza, non pietà: “Rimettiti presto, qui ti aspettiamo” vale più di un discorso. Se cerchi le parole, ce ne sono diverse in cosa scrivere sul bigliettino.
E se è un collega?
Una composizione firmata da tutto l’ufficio è perfetta: sobria, colorata, senza accenti personali. Sempre gradita anche a casa, dopo le dimissioni.